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Esercizi
CLIO MAGAZINE

Volume 1A , Modulo 2 - Il Rinascimento e l'espansione dell'Occidente
Unità 1: La civiltà rinascimentale

Es. 1

L’utilizzo del termine “Rinascimento” è dovuto
al titolo dell’opera più celebre di Pico della Mirandola
alla volontà degli ecclesiastici più illuminati di riformare la Chiesa
alla convinzione degli umanisti di essere protagonisti di una rinascita culturale
alla riscoperta del testo originale della “donazione di Costantino”
Un carattere fondamentale dell’Umanesimo fu
la laicizzazione della cultura
il ritorno alla filosofia scolastica
l’accrescersi dell’importanza del monaco come intellettuale
la rivalutazione in chiave positiva del periodo medioevale
Secondo la concezione rinascimentale l’uomo
è al centro dell’universo ed è libero, ma la sua eccellenza è dono di Dio
è libero ed è al centro di un universo in cui Dio non esiste
è inserito all’interno di un disegno divino da cui non può sottrarsi e in cui non è libero
deve dedicarsi alla vita contemplativa e religiosa se vuole raggiungere la conoscenza
Lorenzo Valla fu
l’unico scienziato che, prima di Galileo, utilizzò il metodo sperimentale
lo scienziato che formulò la teoria geocentrica
il filologo che dimostrò la falsità della “donazione di Costantino”
l’autore della Storia d’Italia
Il cortigiano era
il tipico signore di epoca rinascimentale
il servitore del signore rinascimentale che si occupava della gestione della vita di corte
il più alto consigliere del sovrano rinascimentale
un intellettuale laico, legato alla corte di un signore e non più alla Chiesa
Nel corso del Quattrocento la conoscenza della lingua e della letteratura greca
si perse quasi completamente
venne considerata superflua, data la diffusione delle traduzioni latine
venne considerata di minore importanza rispetto a quella della lingua e della letteratura latina
si diffuse notevolmente
Il primo libro dato alle stampe fu
la Bibbia, pubblicata nel 1455 da Gutenberg
la Politica di Aristotele, pubblicata nel 1455 da Gutenberg
la Bibbia, pubblicata da Manuzio nel 1554
il De revolutionibus orbium coelestium di Copernico, pubblicato da Gutenberg nel 1454
La teoria di Copernico fu rivoluzionaria perché
pose la terra al centro del sistema solare, ribaltando la vecchia visione eliocentrica
affermò che sono solo le leggi fisiche, e non Dio, a regolare l’universo
ribaltò la posizione dell’uomo nell’ordine cosmico
enunciò il metodo sperimentale
Galileo affermò l’autonomia della scienza, ovvero sostenne che
l’uomo è signore della natura e questo potere non deriva da una concessione di Dio
le Sacre Scritture non contengono verità scientifiche: esse si raggiungono osservando la natura
lo scienziato deve rifiutarsi di comporre opere celebrative del suo mecenate
le Scritture non hanno alcun valore religioso, perché la scienza dimostra che Dio non esiste
Francesco Guicciardini nella sua opera
parlò della necessità di abbandonare l’opinione dei classici come autorità nel campo scientifico
cercò nel comportamento umano le cause delle vicende storiche
cercò di spiegare le vicende storiche alla luce di un disegno divino precostituito
spiegò la necessità di dissezionare i cadaveri per compiere le ricerche anatomiche
Nel Cinquecento, alla supremazia del papato e dell’impero, venne opposto il principio
secondo cui il sovrano non riconosceva più alcun limite alla sua autorità
che imponeva al papa di abbandonare il potere temporale
che teorizzava la subordinazione all’universalismo di tutte le altre entità politiche
secondo cui l’impero doveva essere frammentato in feudi
Secondo Machiavelli la virtù del principe consiste nella capacità di
conservare il potere per raggiungere i propri scopi personali
adottare il comportamento più adatto a conservare il potere, ma solo in vista del bene pubblico
imporre l’abolizione della proprietà privata per correggere gli squilibri della società
servirsi della Chiesa come strumento di potere, creando una Chiesa nazionale
La contrapposizione tra Machiavelli e Moro consiste nel fatto che
il primo crea un modello di società ideale, Moro ritrae la “verità effettuale” della politica
il primo ritrae la “verità effettuale” della politica, Moro crea un modello di società ideale
Machiavelli desacralizza la politica, al contrario di Moro
Moro ritiene la politica una scienza autonoma, Machiavelli rifiuta questa concezione
Utopia, nell’opera di Tommaso Moro, è
una regina che impone ai suoi sudditi l’abbandono dell’opprimente religione tradizionale
un’isola su cui vive una società ideale e perfetta
la corte di un signore in cui ai cortigiani è garantita la massima libertà di espressione
un toponimo inventato che indica in realtà la Francia
La desacralizzazione della politica compiuta da Moro e Machiavelli
è fondata sulla comune visione positiva della natura umana
implicò l’interpretazione delle vicende umane alla luce di un disegno divino
provocò la reazione della Chiesa cattolica, che scomunicò i due intellettuali
gettò le basi della concezione democratica della vita politica


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