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Esercizi
CLIO MAGAZINE

Volume 1A , Modulo 1 - La fine del Medioevo
Unità 4: La debolezza dell’area italiana

Es. 1

Il Comune era
un ente politico che nacque, in Italia, dopo la Pace di Lodi
una forma di autogoverno concessa dall’imperatore Federico II alle città italiane
una suddivisione territoriale e amministrativa di una Signoria
una forma di autogoverno che rivendicava la propria autonomia da ogni altra entità politica
Nella fase iniziale della storia del Comune il suo governo era affidato
al capitano del popolo
a un Sindaco eletto a suffragio universale maschile
al Signore
all’assemblea cittadina che eleggeva i consoli
Nel XII-XIII secolo i rapporti fra Comuni e Impero furono caratterizzati da
dall’indifferenza dell’Impero per la crescita dei Comuni, troppo piccoli per costituire un problema
dai vani tentativi da parte dell’Impero di restaurare la propria autorità sui Comuni
dalle richieste dei Comuni di ottenere la protezione dell’impero
dal rafforzamento dell’autorità imperiale sull’Italia e la soppressione delle autonomie comunali
Le Signorie nacquero
dalla concentrazione del potere nelle mani di un soggetto posto a guida del Comune
per volere dell’imperatore Federico II
dalla degenerazione delle istituzioni del Principato
in seguito alla suddivisione del Regno di Napoli in una serie di città-Stato
Gli Stati che dopo la Pace di Lodi si riunirono nella Lega italica furono:
Milano, Venezia, Roma e Genova
Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli
Venezia, Firenze e Roma
Milano, Venezia, Torino, Varese, Genova
Nel Trecento Venezia cercò di ottenere
l’egemonia commerciale sul Mediterraneo
il controllo territoriale e politico dell’area balcanica
un accordo con il papa perché riconoscesse l’autonomia della Repubblica
un accordo con Milano per la spartizione del controllo politico del Nord Italia
Tra il XIV e il XV secolo il Regno di Napoli fu diviso tra l’influenza
degli Angioini e degli Aragonesi
dei Ghibellini e dei Guelfi
dei Visconti e dei Torriani
degli Angioini e degli Albizzi
Firenze, sotto Cosimo de’ Medici,
venne ufficialmente trasformata da Comune a Signoria
grazie alla stabilità politica ebbe prosperità economica e prestigio artistico
si scontrò più volte con Venezia per il dominio commerciale sul Mediterraneo
attraversò una crisi dovuta anche al dilagante fenomeno del nepotismo
La “serrata del Maggior Consiglio” della Repubblica di Venezia
avvenne nel 1445
venne decisa dall’imperatore nel tentativo di ricondurre la Repubblica sotto la propria autorità
limitò l’ingresso al Consiglio ai soli discendenti dei membri che già vi appartenevano
fu una ribellione del popolo veneziano contro la concentrazione del potere nelle mani di pochi
Nel Quattrocento l’Italia centro-settentrionale e quella centro-meridionale si differenziavano per
la presenza di un maggior numero di Comuni nell’Italia del Centro-Sud rispetto al Centro-Nord
la scomparsa del latifondo nel Centro-Sud, ancora presente in alcune aree settentrionali
il carattere ghibellino del Centro-Sud e contro quello guelfo degli Stati del Centro-Nord
il carattere di civiltà urbana degli Stati del Centro-Nord e quello feudale del Centro-Sud
Nell’Italia del Quattrocento la borghesia
era forte e politicamente attiva al Centro-Nord, molto debole al Centro-Sud
si rafforzò molto in tutta la penisola
era una classe forte ovunque, con l’eccezione del Ducato di Milano
era forte e in contrasto con la monarchia al Centro-Sud; era più debole nel resto della penisola
L’agricoltura nell’Italia meridionale del Quattrocento
era ancora basata sul latifondo e sullo sfruttamento delle masse contadine
era basata su contratti di mezzadria e di affitto
fu interessata da una radicale modernizzazione voluta dai signori feudali
subì un radicale cambiamento per l’introduzione di nuove colture provenienti dall’Oriente
Tra la fine del XIV secolo e la metà del XV in Italia vi fu una serie di guerre dovute
alle continue invasioni da parte degli Ottomani
alla ricerca, da parte dei maggiori Stati italiani, del predominio sulla penisola
ai tentativi degli imperatori di ripristinare l’autorità imperiale sulle Signorie
alle ribellioni dei grandi feudatari contro il potere imperiale
I maggiori Stati italiani furono spinti a stipulare la Pace di Lodi
dalla palese superiorità della Firenze medicea sugli altri Stati
dalle pressioni di papa Eugenio IV
da una generale stanchezza dopo anni di guerre e da considerazioni di politica internazionale
dall’aggressione militare della penisola da parte della Francia
L’equilibro che seguì la Pace di Lodi
fu un equilibrio forte e durò più di un secolo
era un equilibrio precario, a causa della frammentazione politica della penisola
fu un equilibrio molto forte grazie all’azione diplomatica svolta dal papa
durò solo due anni a causa della defezione di Firenze dall’accordo


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